callaighe
Determined now her tomb to build,

Her ample skirt with stones she filled,

And dropped a heap on Carnmore;

Then stepped one thousand yards, to Loar,

And dropped another goodly heap;

And then with one prodigious leap

Gained Carnbeg; and on its height

Displayed the wonders of her might.

And when approached death’s awful doom,

Her chair was placed within the womb

Of hills whose tops with heather bloom. 

– Jonathan Swift –

 

 

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Loughcrew, che si trova vicino ad Oldcastle in Irlanda, è un sito di notevole importanza storica per la presenza di rovine appartenenti ad un vasto gruppo di monumenti megalitici (principalmente tumuli e catacombe), che si pensa risalgano a 5.500 anni fa.

Ad oggi le sue quattro colline sono conosciute come Carnbane West, Carrickbrack, Carnbane East e Patrickstown Hill. Ma questi rilievi, o almeno tre di questi, erano chiamati durante il diciannovesimo secolo “I Balzi delle Streghe”, nel diciassettesimo “Le lande di Callaighe” e nel quindicesimo “Trí Choiscéim na Caillighe” ovvero “I tre passi di Caillighe”. Callaighe, Caillighe, Caillaigh, Calliagh, Cailleach, sono solo alcune delle varianti diffuse in Irlanda che provengono da una stessa radice ed il cui significato viene reso con “strega, megera”.

La tradizione orale irlandese associa questa figura con molti monumenti antichi che si trovano sulla sommità di colline e che risalgono a migliaia di anni fa. Tombe a corridoio sono chiamate con il suo nome o definite come la sua “casa”, altre si dice siano state costruite o create accidentalmente da lei.
Ma tornando a Loughcrew, la leggenda racconta di come Callaighe fosse arrivata un giorno dal nord e cercasse di saltare da una collina all’altra (alcuni dicono da Carnbane, quella più a ovest, a Patrickstown, quella più a est), atterrando sulle altre nel mezzo, poiché se fosse riuscita in questa magica impresa avrebbe ottenuto un grande potere. Ella indossava un grembiule pieno di pietre e saltando da una collina all’altra ne perse alcune, che andarono a formare i tumuli che si trovano su ognuna delle cime. Un balzo dopo l’altro, era ormai vicina alla meta, ma quando raggiunse Patrickstown, inaspettatamente cadde e si ruppe il collo.

Secondo Jean McMann, nel suo incantevole libricino “Loughcrew – The Cairns – A Guide”, una pila di pietre ai piedi della pendice orientale di Patrickstown Hill era conosciuta, fino a tempi recenti, come la tomba di Callaighe. Mentre, in tempi più antichi, la collina che oggi viene indicata col nome di Carnbane West era chiamata semplicemente Carnbane (dal gaelico Carn Bán, il tumulo bianco, perché una volta era ricoperto da quarzo bianco portato fin lì dalle Wicklow Mountains lungo il fiume Boyne), invece Carnbane East sembra fosse conosciuta come Sliabh na Caillaigh ovvero “Montagna (oppure Collina) della Megera/Strega”.

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Con ogni probabilità, la storia della Callaighe di Loughcrew cela l’essenza di un mito della creazione o delle origini. Questa grande donna, il cui status venne poi ridotto a quello di vecchia megera, probabilmente era una Dea della terra, venerata nei tempi antichi. McMann dice di lei:

Callaighe è famosa nel folklore irlandese. Altri cantastorie l’hanno descritta come una donna sovrumana in grado di raccogliere il grano da un campo più velocemente di qualsiasi uomo, come un’anziana con nostalgia per la sua giovinezza, come una banshee che annunciava la morte o come una suora Cristiana. È conosciuta come Cailleach Bhéarra ma è stata chiamata con molti nomi, incluso non solo Waura ma Beri, Buí e Vera e potrebbe essere una versione tarda delle antiche regine pagane della sovranità, il cui consenso era richiesto perché un re potesse regnare. Alcuni studiosi pensano rappresenti la natura selvaggia, come una preistorica Dea della terra”.

D’altronde, non siamo in grado di stabilire a quando risalga la storia della Callaighe di Loughcrew, ma, come afferma Jean McMann, “le persone probabilmente hanno raccontato storie sulle colline di Loughcrew per più di cinquemila anni”.

loughcrewAerial

Michael Dames, scrittore di “Ireland, A Sacred Journey”, suggerisce che il grembiule di Callaighe fosse il grembo divino tradotto nell’immagine di un vestito. In questo contesto possiamo identificare il grembiule con il ventre della creazione e forse, seguendo la tradizione di Marija Gimbutas, pensare ai tumuli non tanto come a delle tombe, bensì come a degli uteri.

 

Ma la storia della Callaighe di Loughcrew potrebbe nascondere più di ciò che appare a prima vista. A Loughcrew sono infatti presenti ben 32 cairn (con questo termine si indicano queste costruzioni formata da pietre impilate a secco) che hanno un diametro variabile dai 7 a 50 metri, disposti sulle quattro colline. Ognuno viene nominato con una lettera dell’alfabeto. Callaighe che salta di collina in collina formando questi tumuli, potrebbe rappresentare la reminiscenza di un sistema astronomico in cui il sole e la luna erano visti sorgere appunto da una o dall’altra collina in base al punto del complesso da cui li si osservava e di conseguenza sembravano “sedersi” sulle colline.

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Nel 1980 è stato scoperto infatti che durante l’equinozio la luce del sole che sorge, si allinea con l’ingresso del Cairn T ed illumina dei possibili “emblemi solari” posti sulla pietra nel retro della camera. La camera del Cairn L sembra invece essere allineata con le albe dei due giorni di novembre e febbraio a metà tra equinozi e solstizi, così come molti altri piccoli tumuli sarebbero collegati ad altri eventi solari. In alcuni casi l’ingresso di un tumulo è rivolto verso un altro tumulo, come accade ad esempio per il Cairn I su Carnbane West dalla cui camera, all’inizio di settembre, il sole sembra sorgere sopra Cairn T su Carnbane East.

Un sistema molto complesso quindi ed è probabile che uno studio più comprensivo degli allineamenti di Loughcrew rivelerà un legame anche con i movimenti lunari. È possibile infatti che la morte di Callaighe sia allegorica e faccia riferimento ai nodi lunari e alla “morte” di un ciclo di 18,6 anni ed all’inizio del successivo.

di Isabella Nicolucci e Giulia Poli (traduzioni)