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Membri del “Teampall Na Callaighe” in Irlanda

Il Tempio di Callaighe (pronuncia: “callia”) nasce in Italia dalla nostra esperienza come iniziati di Janet Farrar e Gavin Bone e dal nostro percorso con loro.

Il nome Callaighe richiama la sua discendenza dal Teampall na Callaighe, il cui fulcro é la Coven na Callaighe, la congrega irlandese fondata e condotta da Janet Farrar e Gavin Bone in Irlanda nel 2001, che è stata, ed è, il grembo al cui interno si è sviluppato il nucleo di filosofia, pratiche ed insegnamenti che Janet e Gavin hanno portato con loro in Italia e nel mondo.

Callaighe è la strega, l’anziana, la donna velata, la vecchia saggia, ma ha anche una connessione profonda con il territorio irlandese, soprattutto con l’area dove Janet e Gavin vivono. Sliabh na Callaighe è la collina che da lei prende il nome, e che è anche detta Montagna della Strega, sulla cui sommità si trova Loughcrew, un sito megalitico selvaggio e di grande bellezza, all’interno del quale, ogni anno la luce dell’equinozio, attraversando uno stretto cunicolo, illumina le splendide incisioni nella pietra nascoste al suo interno.

Non solo quindi una scelta che si ricollega alle origini di questa tradizione, ma che sottolinea l’importanza che al suo interno riveste il legame con la propria terra.

Fin da quando Janet ed il marito Stewart Farrar (passato oltre nel 2000) si trasferirono in Irlanda, iniziarono a distaccarsi dalla tradizione alexandriana, all’interno della quale erano stati iniziati, cominciando a rielaborare la propria pratica ponendo una particolare attenzione alla relazione con il territorio.
Gavin Bone, loro caro amico, ed ora marito di Janet, ha portato ulteriori nuovi contributi, fino ad arrivare alla loro attuale concezione della stregoneria e della Wicca.

Quella che ad oggi si è sviluppata in Italia è una tradizione wicca che affonda le sue radici nella Wicca alexandriana così come nella Seax-Wica, tradizioni di origine di Janet e Gavin, che incorpora il loro attuale approccio, anche nell’adottare come filosofia di base quella della Progressive Witchcraft, e che si è arricchita di nuove sfumature di colore grazie ai percorsi personali di tutti coloro che ne fanno parte.

Un accento particolare è posto anzitutto sull’evoluzione, avendo della Wicca una visione che identifica nel cambiamento e nella capacità di adattamento la prova della sua vitalità, senza dimenticare l’importanza di ciò che ci ha preceduti, in quanto culla della realtà attuale. La Tradizione del Tempio di Callaighe non è statica, ma nasce e cresce grazie a tutti i suoi appartenenti, ognuno dei quali è sostenuto nel trovare il suo sentiero, la sua particolare espressione e talento, ritenuto unico e prezioso.

La connessione profonda con la nostra terra è uno dei cardini del Tempio di Callaighe, per questo motivo, noi che ne facciamo parte, tendiamo a rielaborare i riti che celebriamo e che usiamo per sintonizzarci con il ritmo naturale delle forze vitali segnato dalle fasi della luna, del sole e delle stagioni, in armonia con i cicli del luogo in cui viviamo, richiamandoci anche agli antichi culti pagani e alle tradizioni dell’Italia e delle nostre regioni.

Il rapporto con il divino e l’unione con esso, rappresentano dei punti focali del nostro percorso, e questo si riflette nel nostro essere streghe, così come sacerdoti e sacerdotesse, al servizio del divino e della comunità. Una visione di questo tipo ha avuto un impatto anche per quanto riguarda la nostra etica, così come per quanto attiene la nostra pratica: molti di noi approfondiscono e praticano la trance profetica ed ognuno di noi sviluppa una connessione personale con le divinità, con le quali cooperiamo direttamente e a cui riconosciamo una natura fortemente individuale e specifica.

Consideriamo fondamentale nel nostro percorso studiare e comprendere come agisce quell’energia che va oltre il manifesto e che permea tutte le cose, entrando in contatto profondo ed armonizzandoci con essa. Per questo consideriamo parte fondamentale della nostra pratica il lavoro energetico, che riteniamo alla base della comprensione delle nostre dinamiche interne, così come di quelle esterne e della magia.

Riconosciamo l’esistenza di una polarità complessa, basata sulla complementarità, inerente tutto ciò che esiste e consideriamo la polarità rappresentata dalla relazione “maschile/femminile”, solo come una delle sue possibili espressioni. Poiché tale complementarità è presente anche in ognuno di noi, non consideriamo la differenza di sesso come imprescindibile affinché si attivi una dinamica di polarità. Per questo, pur privilegiando una modalità di iniziazione che coinvolga sia un sacerdote che una sacerdotessa e che avvenga tra sessi opposti, riconosciamo sia alle nostre sacerdotesse che ai nostri sacerdoti la possibilità di celebrare riti di iniziazione senza una controparte e riteniamo valide forme di iniziazione tra persone dello stesso sesso.

 

“But the Old Religion of the past is growing and changing into the New Religion of the future.
It will be a happy, constructive religion, and what we now call magic will be part of it. It will be involved with nature and the whole biosphere of our planet. It will be in communication with Mother Earth and with the changing seasons and the elements of life. It will take its stand against greed, cruelty and social injustice. Its rituals will have colour, music and dancing but also quiet times of meditation and healing for mind and body. It will help every man to be his own High Priest and every woman to be her own High Priestess. It will be part of the Aquarian Age.”

Doreen Valiente, The Rebirth of Witchcraft, ed. Robert Hale Ltd